Sono passati circa mille anni
svanito è ormai il mio ragazzetto
via se n'è andato com'era scritto -
ed i colombi sempre sul tetto
i gatti in giro tra i cassonetti
sui vecchi tigli nuove fogliette
dentro l'armadio ancora i suoi panni -
più niente al mondo che gli somigli.
(2007)
sabato 14 aprile 2007
lunedì 9 aprile 2007
favola (2)
Porcorco (o forse il fratello)
aveva una testa di ricci un po' neri un po' rossi,
imbrogliati come fili di ferro ritorti:
in primavera vi s'impigliavano i semi dei pioppi
quelli bianchi e leggeri che danzano in fiocchi
e sembrano neve, e capitava talvolta
che spuntassero poi rami e fogliette
e ci facessero il nido gli uccelli.
Invece Orcoporco (o era l'altro?) aveva capelli
irti e dritti : vi si infilzava di tutto,
e una volta per far le capriole restò conficcato
nel prato. Così si rasava assai spesso,
ma per farlo occorreva la lima del fabbro.
aveva una testa di ricci un po' neri un po' rossi,
imbrogliati come fili di ferro ritorti:
in primavera vi s'impigliavano i semi dei pioppi
quelli bianchi e leggeri che danzano in fiocchi
e sembrano neve, e capitava talvolta
che spuntassero poi rami e fogliette
e ci facessero il nido gli uccelli.
Invece Orcoporco (o era l'altro?) aveva capelli
irti e dritti : vi si infilzava di tutto,
e una volta per far le capriole restò conficcato
nel prato. Così si rasava assai spesso,
ma per farlo occorreva la lima del fabbro.
sabato 7 aprile 2007
favola
C'era una volta, su uno dei colli
che vedi lontano lontano laggiù,
proprio là dove il sole va a letto alla sera
e poi spunta la stella , la prima e più bella,
e talvolta la luna, che sembra una tazza
di rame o una cuna, o una falce a due punte
dal filo lucente - sempre che non sia piena
che allora è soltanto la luna -
dunque una volta, ma tanti anni fa
c'erano due piccoli orchi fratelli,
anzi gemelli, che vivevano là.
Di nome uno faceva Porcorco e l'altro
Orcoporco - ma chi poi fosse l'uno
e chi l'altro non sapeva ben dirlo nessuno,
nemmeno la mamma, l'orchessa
(una vera montagna che ad ogni suo passo
tremavano i vetri in paese,
come quando passavano i treni,
quelli dei tempi dei nonni dei nonni,
con sbuffi e sferragli e gran fischi:
tremava la terra, tremavano i ponti
tremavano i denti, pareva la guerra.)
E il papà? Beh, lui era un orco di mondo
e viveva un po' di qua e un po' di là
sempre in viaggio, scarpe buone
e valigie ed ombrello, girando.
Non erano orchi cattivi: non mangiavano
bambini e nemmeno porcelli,
ma solo fagioli, e riso e piselli,
e torte con prugne, con mele, e frittelle.
(continua)
che vedi lontano lontano laggiù,
proprio là dove il sole va a letto alla sera
e poi spunta la stella , la prima e più bella,
e talvolta la luna, che sembra una tazza
di rame o una cuna, o una falce a due punte
dal filo lucente - sempre che non sia piena
che allora è soltanto la luna -
dunque una volta, ma tanti anni fa
c'erano due piccoli orchi fratelli,
anzi gemelli, che vivevano là.
Di nome uno faceva Porcorco e l'altro
Orcoporco - ma chi poi fosse l'uno
e chi l'altro non sapeva ben dirlo nessuno,
nemmeno la mamma, l'orchessa
(una vera montagna che ad ogni suo passo
tremavano i vetri in paese,
come quando passavano i treni,
quelli dei tempi dei nonni dei nonni,
con sbuffi e sferragli e gran fischi:
tremava la terra, tremavano i ponti
tremavano i denti, pareva la guerra.)
E il papà? Beh, lui era un orco di mondo
e viveva un po' di qua e un po' di là
sempre in viaggio, scarpe buone
e valigie ed ombrello, girando.
Non erano orchi cattivi: non mangiavano
bambini e nemmeno porcelli,
ma solo fagioli, e riso e piselli,
e torte con prugne, con mele, e frittelle.
(continua)
martedì 3 aprile 2007
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