mercoledì 12 marzo 2008

Non si sentono i passi sull'asfalto
né li vede nessuno attraversare
la strada, ma nel bianco e nero
dei viali tra il sogno e la memoria
passano, notturni di passione
e gelosia, i bruni fidanzati
- un po' di bianco solo nel segreto
della giacca sotto i baveri alzati.
Li insegue la scia lunga, sinuosa,
di un motivo fischiato, solitario,
o di una sigaretta che consuma
la sua piccola brace di tormento.
Agli specchietti della nostalgia,
le fidanzate li pensano passare.

martedì 4 marzo 2008

lettera

Te lo vorrei dire -
prima che ci perdiamo
prima che per malumore finiamo
col non vederci più - prima
che io perda del tutto la memoria
o che mi ammali e muoia - prima
che tu trovi una sposa
che ti cambi il sorriso e la noia.
Prima che finisca questo inverno
te lo vorrei dire -
ma non ricordo più che cosa.
Era forse un pensiero di sonno
di quelli che porta la pioggia
- o di quelli che salgono a sera -
in cui si perdono i capi e le code
e si confonde ogni storia
- era come mi fossi fraterno
e somigliante e paterno -
della stessa pasta - e un poco bambino -
benché di tanto diversa cervice
maschile - ed ostile persino.
Forse in un sogno era già stato detto
- ed era può darsi un abbaglio
un difetto - ma tanto, non conta:
non credo, dispero, di riuscire a ridirlo
prima che finisca l'inverno.