Te lo vorrei dire -
prima che ci perdiamo
prima che per malumore finiamo
col non vederci più - prima
che io perda del tutto la memoria
o che mi ammali e muoia - prima
che tu trovi una sposa
che ti cambi il sorriso e la noia.
Prima che finisca questo inverno
te lo vorrei dire -
ma non ricordo più che cosa.
Era forse un pensiero di sonno
di quelli che porta la pioggia
- o di quelli che salgono a sera -
in cui si perdono i capi e le code
e si confonde ogni storia
- era come mi fossi fraterno
e somigliante e paterno -
della stessa pasta - e un poco bambino -
benché di tanto diversa cervice
maschile - ed ostile persino.
Forse in un sogno era già stato detto
- ed era può darsi un abbaglio
un difetto - ma tanto, non conta:
non credo, dispero, di riuscire a ridirlo
prima che finisca l'inverno.
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1 commenti:
Ma funzionano i commenti in questo blog??? Ne avevo scritto uno bellissimo e lunghissimo... E pure fraterno e paterno. Dicevo, tra l'altro, che la poesia è bellissima e toccante (mi tocca nel profondo, malgrado la mia nota insensiblità e la mia ostilità).
Sono in debito di una poesia
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